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domenica 11 ottobre 2009

LEMNO: SCOPERTA CITTA' SCOMPARSA!

Un'antichissima città scomparsa, contemporanea della mitica guerra di Troia (1300-1200 a.C.), è stata scoperta praticamente intatta da una missione della Scuola Archeologica Italiana di Atene sull'isola di Lemno, nell'Egeo settentrionale, davanti allo Stretto dei Dardanelli (appena 40 miglia separano l'isola dal sito dove Schliemann trovò Troia; Omero narra che i guerrieri achei assedianti ricevevano il vino da Lemno, e sull'isola è stato rinvenuto anche un complicato impianto di vinificazione del 7 secolo a.C.).

La scoperta dell'insediamento urbano dell'età del bronzo, nella località che oggi si chiama Efestia, è stata annunciata dal direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, Emanuele Greco, in una delle conferenze collaterali della 20esima rassegna internazionale del cinema archeologico, organizzata dal museo civico di Rovereto. La missione da lui diretta (l'ultima campagna di scavo si è conclusa l'estate scorsa) ha riportato alla luce l'abitato antico che era stato coperto dagli insediamenti successivi. Nella città doveva essere praticata la metallurgia, come si evince dal fatto che ancora oggi prende il nome da Efesto, il dio che forgiava i metalli. Lo scavo di Greco vi ha trovato fucine e crogioli del 7 secolo a.C.

A Lemno, per la verità, i ricercatori italiani scavano già da molto tempo, e con risultati notevolissimi: ancora nel 1926 - ha ricordato Greco - una missione guidata dal direttore dell'epoca della Scuola Archeologica Italiana di Atene, Alessandro Della Seta, aveva scoperto in località Poliochni il più antico insediamento urbano d'Europa. Lo strato più profondo risale alla fine del neolitico, verso il 3200 a.C., e lo scavo italiano ha portato alla luce le mura, strade, fognature, un edificio strutturato per ospitare assemblee di un'ottantina di persone, nonché una casa identificabile come quella di un sovrano. L'agglomerato urbano è stato rinvenuto immutato, nello stato in cui lo avevano precipitosamente lasciato i suoi abitanti, terrorizzati da un violento terremoto, uno dei tanti eventi sismici che da sempre sconvolgono quella regione: una specie di Pompei nell'Egeo. Lo scavo di Della Seta aveva evidenziato sette-otto strati di abitato sovrapposti, e la traccia della lavorazione dei metalli: quella città produceva ed esportava oggetti di rame, con metalli provenienti da miniere dell'Anatolia. Ma Della Seta era andato a cercare ben altro a Lemno: etruscologo, ebreo fascista e nazionalista (e alla fine tradito miserevolmente dalle leggi razziali del regime fascista, commenta Greco), voleva trovare le prove che confermassero l'esodo degli Etruschi dall'Anatolia, che secondo Erodoto avevano fatto tappa a Lemno. A questa ricerca Della Seta era stato incoraggiato da un'iscrizione sulla stele funeraria di un guerriero foceo rinvenuta a Kaminia: la scrittura è greca, mentre la lingua presenta forti somiglianze con l'etrusco. Ma la conferma cercata da Della Seta non si trovò, e la questione rimane tuttora aperta, nonostante il recente rinvenimento di un'altra iscrizione analoga, nella stessa lingua, sempre a Lemno: era in un santuario del 6 secolo a.C., al quale gli insediamenti successivi avevano sovrapposto la costruzione di un teatro. Oggi, come spiega Greco, gli archeologi ipotizzano che, se di lingua etrusca si tratta, probabilmente era arrivata dall'Etruria, forse con i pirati etruschi: scrivono i cronisti dell'epoca che il condottiero ateniese Milziade strappò Lemno ai Tirreni e offrì alla sua città il possesso dell'isola.

martedì 29 settembre 2009

ROMA: TROVATA SALA DA PRANZO DI NERONE SUL PALATINO!

Ritrovata, sul Palatino, la 'coenatio rotunda', o meglio la 'sala da pranzo di Nerone' che girava giorno e notte imitando il movimento della terra. Fino ad oggi, da molti studiosi era stata identificata nella sala ottagonale sul Colle Oppio. Si trova esattamente nell'area della Vigna Barberini ed e' emersa durante i lavori di consolidamento dell'area. ''E' stata una scoperta casuale - spiega Mariantonietta Tomei, direttrice del Palatino - Stavamo effettuando i lavori di ordinaria amministrazione della sovrintendenza per effettuare sondaggi idrogeologici. Abbiamo iniziato a scavare ed abbiamo trovato una poderosa struttura, mai vista prima, che ci fa pensare ad un'aula rotante riconducibile alla sala da pranzo di Nerone''.
I lavori, iniziati a giugno continueranno per fino allo svuotamento totale della zona per capire quale fosse il funzionamento di questa stanza rotante: ''Per ora abbiamo trovato due piloni - continua Tomei - e degli incassi riempiti di una sostanza che permetteva la rotazione di una costruzione che, secondo Svetonio, girava lentamente ed era ornata da cascate di fiori''.
L'intera struttura potrebbe estendersi su circa 60m di lunghezza. Databile dopo l'incendio del 64d.C. e prima della damnatio memoriae di Nerone cominciata dai Flavi, si ergeva a picco sulla valle del Colosseo, allora occupata da un lago artificiale, consentendo una panoramica a 360° dal Campidoglio all'Aventino, dal Celio al colle della Velia.Per continuare lo scavo il commissario all'area archeologica di Roma, Roberto Cecchi, ha erogato un finanziamento pari a 200.000 euro.

domenica 26 luglio 2009

VENTOTENE: CENTINAIA DI ANFORE IN 5 RELITTI!

Cinque navi di epoca romana con il loro carico, costituito da anfore e vasellame, ancora intatto sono state trovate nelle acque di Ventotene. Il relitto più antico misura 18 mt ed è attribuibile al I sec. a. C. e trasportava anfore italiche. Un altro relitto, attribuibile al I secolo d. C., portava centinaia di anfore spognole, di cui diverse integre. Il ritovamento conferma che Ventotene era un crocevia importante per le rotte commerciali del Mediterraneo

venerdì 24 luglio 2009

GUALDO TADINO: SCOPERTA FORNACE PER LA COTTURA DELLA CERAMICA!

Perugia, 24 lug. - Una fornace a pianta circolare per la cottura della ceramica di epoca preromana e' stata scoperta a Gualdo Tadino, in provincia di Perugia, nel corso delle indagini archeologiche condotte in questi giorni nel grande abitato preromano di Colle I Mori. L'impianto artigianale e' collocato all'interno di un vasto ambiente rettangolare delimitato da muri a secco, con alloggi per i pali. Lo scavo della fornace e' ancora in corso, ma sono gia' visibili le mura perimetrali in argilla e il piano forato che separava la camera di combustione (dove veniva acceso il fuoco) dalla camera di cottura (dove venivano impilati i vasi da cuocere). "La scoperta rilevante per la conoscenza delle produzioni artigianali in ambiente umbro", spiegano dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, "appare ancora piu' ricca di significato perche' avviene in un territorio di antica tradizione ceramica". Gli scavi condotti negli ultimi decenni hanno riportato alla luce parte dell'insediamento, databile dal VI al III sec. a.C., che si sviluppava su terrazzamenti artificiali sui fianchi dell'altura, alla cui sommita' sorgeva un'area sacra, ed era costituito da abitazioni composte da tre ambienti con muri in pietrame a secco, piano superiore in legno e tetto a tegole e coppi.

fonte:www.agi.it

ATENE: PROBABILE SCOPERTA DELLA TOMBA DI AIACE!


ATENE, 24 LUG - Sull'isola di Salamina un monumento funebre dedicato a Aiace.Se fosse vero,confermebbe la storicita' della Guerra di Troia cantata da Omero. Per ora e' solo un'ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio' avra' conseguenze enormi. Il fatto che gli abitanti di Salamina gli avessero dedicato un monumento funebre vuoto dimostrerebbe che quanto tramandato nell'Iliade e' vero: Aiace lotto' e mori' a Troia, dove fu sepolto.

fonte: www.ansa.it

martedì 16 giugno 2009

SCOPERTE ARCHEOLOGICHE: TROVATE 12 STATUE A POZZUOLI!

NAPOLI - Il Rione Terra di Pozzuoli continua a restituire antichi tesori. Dodici sculture, teste maschili e femminili, busti panneggiati, sono le nuove testimonianze della ricchezza dei Campi Flegrei dove dal 1993 sono in corso gli scavi della Soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei.La zona interessata ai ritrovamenti, è a Sud della collina, dove sorgevano edifici pubblici, terme, e domus sul mare. L'area compresa è tra due decumani, quello di via Villanova più a Nord, di cui si è messo in luce buona parte del tracciato e un altro, più a Sud, di cui è stato scavato solo un breve tratto. La natura degli interessanti materiali ritrovati, le testimonianze architettoniche marmoree, riconducibili a diverse tipologie, (zoccolature, cornici, colonne, lastre di rivestimento, lastre pavimentali, capitelli, antefisse), i reperti scultorei, (testa-ritratto imperatore, teste ideali e private maschili e femminili, altorilievi, statue equestri, gruppi), i frammenti di iscrizioni, farebbero pensare alla provenienza dei reperti da più edifici monumentali, anche colonnati e alla spoliazione dei relativi apparati decorativi. In particolare oltre alla testa dell'Imperatore Tito laureato, (ovvero con il lauro sul capo), sono emerse altre due teste maschili di cui una frammento di ritratto di età tardo repubblicana.Due le teste femminili, una forse di amazzone del II sec d.C, l'altra ritratto di imperatrice di età giulio claudia tarda. E ancora: una antefissa di Gorgone del II sec, quattro torsi tra cui una statua femminile panneggiata, una di togato; un altorilevo con due figure, il frammento di un cavallo. Il contesto dei ritrovamenti comprende, sul lato Nord del decumano di via Villanova, un ambiente, a pianta quadrata, che mostra traccia di una complessa storia edilizia, con ristrutturazioni ed adattamenti successivi. La fase più antica é di età repubblicana con rifacimenti successivi in opera reticolata. Una comoda rampa con gradini rivestiti di cocciopesto conduce a cunicoli ipogei, a sezione ogivale. Nella loro prima fase i cunicoli erano, probabilmente, destinati a raccogliere le acque provenienti dalla piazza del foro.Trasformazioni radicali degli spazi adiacenti causarono la cancellazione dei cunicoli, che vennero colmati con uno scarico di macerie e con una notevole quantità di frammenti architettonici in marmo e sculture, immersi in una matrice terrosa. Le dinamiche, le modalità e il momento della colmata, potranno essere chiariti solo dopo il completamento dell'indagine, ancora in corso. E' verosimile che, data la notevole dimensione dei reperti, essi siano stati scaricati da un pozzo di ispezione che si apre sulla terrazza superiore, davanti al tempio di Augusto, dove è ubicato il foro con gli edifici pubblici.

fonte: www.ansa.it

giovedì 21 maggio 2009

ERCOLE RIEMERGE IN SARDEGNA!

Marmo bianco, pelle di leone. Ercole ritorna dopo 2000 anni
Tra le rovine romane un busto scolpito da un artista dell'epoca alto-imperiale
di Pinuccio Saba ed Emanuele Fancellu

PORTO TORRES. Quando dalla terra è spuntato fuori un frammento di una gamba di marmo bianco, archeologi e operai hanno strabuzzato gli occhi. In questi ultimi giorni, nell’area dello scavo di via delle Terme guidato dalla direttrice scientifica Antonietta Boninu, le scoperte si susseguono con ritmo incessante, ma quella di ieri è stata davvero straordinaria. Un busto di Ercole. Alto 125 centimetri, in marmo bianco, privo del capo e degli arti superiori - rimane solo un pezzo del braccio destro, fino al bicipite -, con la gamba destra spezzata all’altezza dell’inguine e la sinistra appena sopra il ginocchio. Un manufatto che riporta ad artisti di epoca classica, di altissimo livello, databile a una prima lettura al I secolo dopo Cristo, o comunque all’età alto-imperiale romana, in cui sono ben leggibili gli elementi ricorrenti in tutta la statuaria che caratterizza questa figura mitologica con le zampe della leontè, il manto che ricopre le spalle della statua ricavato dal leone che il figlio di Giove uccise in una delle sue dodici fatiche. Il soggetto è perciò diventato subito esplicito: Ercole, divinità legata all’elemento dell’acqua, eroe strettamente connesso ai viaggi, ai traffici commerciali. Una figura ricorrente nella toponomastica dell’area del nord-ovest della Sardegna, con siti quali l’Herculis Insula (l’Asinara) e la stazione Ad Herculem, proprio nei pressi dell’antica Turris Libisonis. «Questo busto di Ercole, l’Herakles da sempre associato all’isola dell’Asinara e alla città di Turris Libisonis, è un ritrovamento molto significativo, importantissimo per la storia della città», spiega la coordinatrice scientifica dello scavo Antonella Pandolfi. Un ritrovamento, quello del busto erculeo, che dovrebbe aiutare a far luce sulla comprensione del complesso monumentale, come chiarisce ancora Antonella Pandolfi: «Questo Ercole potrebbe far parte di un gruppo scultoreo ed è la prima statua rinvenuta a Porto Torres in contesto stratigrafico, emersa peraltro tra i materiali di risulta in associazione ad altri elementi architettonici quali una colonna di oltre tre metri e mezzo, anch’essa in marmo bianco, con splendide scanalature, un capitello corinzio dello stesso materiale, il frammento di cornice e un’altra colonna liscia, in marmo grigio». Lo scavo in via delle Terme iniziò nel 2006 e già allora spuntò fuori un mosaico con una formula di saluto che costituisce un unicum in Sardegna.
Dopo due anni di interruzione, l’indagine archeologica è ripresa qualche settimana fa, portando alla luce un importante complesso strutturale: un edificio articolato in numerosi vani e pavimentato con mosaici. Del complesso doveva far parte un ampio spazio aperto o porticato, vicino al quale gli operai dell’impresa Sini Restauri, guidati dagli archeologi Enrico Petruzzi e Daniela Deriu e dal rilevatore Franco Usai, hanno rinvenuto il busto di Ercole. La statua - recuperata, accuratamente sigillata e protetta sotto lo sguardo vigile del responsabile tecnico del cantiere di Porto Torres, Franco Satta - è stata poi trasportata al centro di restauro di Li Punti, scortata dal nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio guidata dal capitano Gian Filippo Manconi. Nell’area di scavo è andato anche il sindaco di Porto Torres, Luciano Mura, che, entusiasta della scoperta, ha ribadito come il Comune turritano avesse già avviato un ragionamento con la precedente giunta regionale per la salvaguardia dell’area, sulla base delle scoperte fatte nel 2006. «Quei rinvenimenti - ha detto - dimostravano come quest’area avesse un valore monumentale non indifferente, e non inferiore a Tuvixeddu. C’è ora la necessità di una valorizzazione che può avvenire soltanto con provvedimenti speciali della Regione con la quale contiamo di riprendere il dialogo».
(21 maggio 2009)

venerdì 15 maggio 2009

NUOVE SCOPERTE IN EGITTO!

Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - Nuove meraviglie dell'arte egizia sono tornate alla luce durante gli ultimi scavi della missione archeologica italiana a Luxor nella tomba di Harwa: sono stati scoperti un monumentale bassorilievo raffigurante una danza funebre, quattro mummie, due delle quali in ottimo stato di conservazione e con tracce di doratura ancora visibili su viso e corpo, e un ritratto funerario dipinto a tempera su una sottile tavola di legno, databile al II secolo d.C. raffigurante un giovane con baffi e pizzetto vestito con toga e mantello. Le scoperte sono annunciate dal professore Francesco Tiradritti, archeologo ed egittologo responsabile della missione italiana dello scavo nella tomba di Harwa, personaggio vissuto durante la XXV dinastia (775-653 a.C.), che ricopri' una delle cariche piu' importanti dello stato teocratico di Amon a Tebe, in qualita' di Grande Maggiordomo della Divina Adoratrice.
fonte: adnkronos

venerdì 8 maggio 2009

MARMI DEL PARTENONE: LA GRECIA CHIEDE LA RESTITUZIONE AL BRITISH MUSEUM!



- ATENE, 7 MAG - Il presidente greco, Karolos Papoulias, ha invitato il British Museum a restituire i Marmi del Partenone, sottratti nell'Ottocento. Papoulias ha chiesto che le preziose sculture siano finalmente restituite alla Grecia per essere esposte ''nel luogo che le aspetta'' al Nuovo Museo dell'Acropoli che sara' inaugurato il mese prossimo. Il British Museum ha sempre rifiutato di restituire i Marmi per timore di un pericoloso precedente.
fonte: www.ansa.it

venerdì 1 maggio 2009

FORI-COLOSSEO:PERCORSO UNICO!

Lo ha annunciato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno
(ANSA) - ROMA, 30 APR - ''I Fori Imperiali e il Foro Romano si potranno visitare in un percorso unico, senza piu' barriere e recinzioni.'' Lo ha annunciato il sindaco di Roma, Alemanno, nella sua rubrica mensile su Free Press Pocket. Annuncia un percorso per disabili e ricostruzioni video dell'antica Roma. L'unificazione dei Fori, prima divisi da una recinzione tra le aree di Comune e Ministero''sancisce l'inizio di una gestione unica di questo patrimonio archeologico inestimabile

mercoledì 29 aprile 2009

ROMA NEWS: BERTOLASO "HA INTENZIONE DI RINUNCIARE"

Roma, 29 apr. - (Adnkronos) - Il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso ha confermato al ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, la sua "intenzione di rinunciare, con grande rammarico, all'incarico di Commissario delegato per le aree archeologiche di Roma", a causa dell'impegno richiesto dal terremoto in Abruzzo.
"Il tragico evento che ha colpito la Regione Abruzzo il 6 aprile scorso impone una mia personale dedizione al gravoso compito di assistenza alla popolazione coinvolta dalla calamita' e al ripristino, quanto piu' celere possibile, della civile convivenza, che non ritengo compatibile con l'impegno richiesto dalla funzione di Commissario delegato per le aree archeologiche di Roma e provincia che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha ritenuto di assegnarmi", spiega Bondi, ribadendo infine che "il Dipartimento della Protezione Civile continuera' naturalmente a offrire la propria assistenza e collaborazione per fronteggiare la grave situazione delle aree archeologiche di Roma e provincia

fonte: http://www.libero-news.it/adnkronos/view/110289

giovedì 16 aprile 2009

ARCHEOLOGI SULLE TRACCE DEL SEPOLCRO DI ANTONIO E CLEOPATRA!

LONDRA - Alla ricerca della tomba perduta di Marc'Antonio e Cleopatra. E' la missione di un team di archeologi egiziani e domenicani che sono convinti di aver finalmente individuato l'esatta posizione del mitico sepolcro. La X che segna dove scavare è dunque tracciata presso il tempio di Tabusiris, 30 chilometri a nord di Alessandria. I lavori inizieranno la prossima settimana. Inutile dire che se la spedizione avrà successo si ritroverà tra le mani la scoperta archeologica del secolo. Nessuno, infatti, può dire con certezza che Marc'Antonio e Cleopatra siano stati davvero seppelliti insieme, nonostante le affermazioni di Plutarco. "Non c'é nessuna prova nel mondo antico che confermi le parole di Plutarco", sottolinea Michael Whitby, professore della Warwick University. "Non ci resta altro che domandarci - prosegue Whitby - se l'astuto Ottaviano, il cui oliato apparato propagandistico aveva preso di mira il 'degenerato' Antonio e la sua amante straniera, avrebbe mai davvero dimostrato loro tale rispetto". Come dire: il sepolcro congiunto del triumviro e della sovrana egiziana non é altro che un mito. Ma Zahi Hawass, direttore del Consiglio Superiore per le Antichità egiziane, e Kathleen Martinez, parte del team domenicano, non la pensano così. "Questa è la nostra teoria", ha detto Hawass, il primo a indicare il tempio di Tabusiris come il luogo della mitica tomba, "e noi stiamo cercando di dimostrarla. Gli altri sono liberi di non essere d'accordo". Per la Martinez, poi, la scoperta l'anno passato di dieci mummie di personaggi nobili non fa altro che rafforzare l'ipotesi. Ma non solo. Gli archeologi hanno recentemente estratto dal tempio di Tabusiris una statua di bronzo della dea Afrodite, una testa d'alabastro raffigurante proprio la regina Cleopatra e una maschera funeraria che si pensa appartenere a Marc'Antonio, nonché 22 monete con inciso il volto della sovrana d'Egitto. Ritrovamenti che oltre a suonare come un incoraggiamento a imbracciare vanga e piccone rinverdirebbero il mito della bellezza di Cleopatra. "I reperti indicano che la regina non era affatto brutta", ha detto al Times Hawass. Che ha aggiunto: "Il ritrovamento della tomba di Marc'Antonio e Cleopatra sarebbe più importante della scoperta del sepolcro di Tutankhamun".

venerdì 27 marzo 2009

TERME DI DIOCLEZIANO: RIAPRE LA DECIMA SALA DOPO TRENTA ANNI!

Roma, 27 mar. - Maestosa ed austera la sala decima delle Terme di Diocleziano ha riaperto le sue porte. Rimasta chiusa per circa trent'anni è la prima sala ad essere restaurata di un complesso molto piu' vasto. ''Tutto il complesso risulta formato da ben 6 ettari - spiega all'ADNKRONOS l'architetto Marina Magnani della sovrintendenza archeologica di Roma - originariamente erano 13, tutti da restaurare ed allestire. Si tratta di una operazione che si dovrebbe completare nel giro di quattro anni - aggiunge l'architetto - con una spesa di circa quindici milioni di euro. Abbiamo iniziato dall'aula decima per la sua posizione centrale al complesso, più vicina all'entrata. Proseguiremo poi con le altre sale, l'una dopo l'altra così come si presentano''.
A giorni infatti, inizierà il restauro dell'undicesima, originariamente adibita a serbatoio delle terme sarà riaperta entro l'anno e destinata a diventare l'aula dei mosaici. Qui saranno raccolti i mosaici arrivati dall'intero territorio della città di Roma nell'arco dei vari secoli. Infatti, le Terme di Diocleziano, sono un vero e proprio contenitore, o meglio uno scrigno dove vivono insieme opere di varie epoche storiche, arrivate da ogni angolo della città, da ogni scavo effettuato negli anni. Una indicibile raccolta di opere d'arte, grandi e piccole, che hanno fatto delle Terme di Diocleziano, dalla fine dell'800, un vero e proprio museo. Ed è proprio per questa sua caratteristica di contenere cosi' tante opere d'arte che all'interno della struttura è stato realizzato un laboratorio di restauro dove lavorano circa venti professionisti, per tecniche di restauro tra le più diverse: metalli, ceramiche, affreschi, marmi.
fonte: adnkronos

martedì 24 marzo 2009

GRECIA: RECUPERATO DAL MARE UN BUSTO BRONZEO TARDOELLENISTICO

Atene, 23 mar. (Apcom) - Un busto bronzeo raffigurante un cavaliere armato di spada è stato recuperato nelle acque vicino alle isole greche di Kos e Kalymnos: lo ha reso noto il Ministero della Cultura ellenico. Di epoca tardo-ellenistica (I-II secolo a. C.), il busto raffigura un cavaliere che indossa con una corazza e una tunica, e che impugna una spada il cui manico è adornato da una rappresentazione di Nike, la dea della vittoria. Finito nelle reti di un pescatore e consegnato alle autorità il 18 marzo scorso, il reperto verrà pulito e restaurato; un bronzo simile era già stato ripescato nelle acque di Kalymnos tre anni fa, mentre nel 1994 era stata la volta di un'altra statua ellenistica in bronzo, la "dama di Kalymnos", attualmente esposta nel Museo Nazionale di Atene. (fonte Afp)

mercoledì 18 marzo 2009

ARCHEOLOGIA: BERTOLASO E' COMMISARIO DELEGATO

Nominato dal premier per interventi urgenti a Roma e Ostia
ROMA, 17 MAR - Il capo della Protezione civile Bertolaso è da oggi 'commissario delegato' per 'interventi urgenti' nelle aree archeologiche di Roma e Ostia.Lo ha nominato il premier Berlusconi. Il commissario dovrà predisporre un piano di interventi che prevede misure per la messa in sicurezza delle aree archeologiche, opere di manutenzione straordinaria, iniziative per il superamento delle emergenze. Il piano dovrà avere l'ok da una commissione presieduta dal soprintendente per i beni archeologici di Roma.

fonte www.ansa.it

CLEOPATRA ERA MULATTA

Lunedí 16.03.2009 17:08
Cleopatra era mulatta, in quanto figlia di una donna dell'Africa sub-sahariana. La scoperta è di un gruppo di archeologi che ha ritrovato a Efeso, in Turchia, la tomba di Arsinoe, sorella minore della regina d'Egitto. Attraverso alcuni esami sulle ossa della principessa, gli studiosi sono riusciti a ricostruirne il volto, verosimilmente simile a quello di Cleopatra.
"I risultati degli esami e della ricostruzione facciale dimostrano che Arsinoe aveva una madre dell'Africa sub-sahariana", hanno riferito gli studiosi, "questo ci porta a conoscere di più sulla famiglia di Cleopatra". Si tratta dei primi ritrovamenti appartenenti a un membro della dinastia tolemaica, che permettono di avere una nuova prospettiva la vita di Cleopatra. Arsinoe, secondo gli storici, fu uccisa nel 41 a.C. per ordine della sorella e dell'amante Marco Antonio che volevano eliminare un'eventuale rivale politica.

(fonte affaritaliani.it)

sabato 31 gennaio 2009

NUOVA ERA PER L'ARCHEOLOGIA A ROMA!

ROMA, 29 GEN - Domani si insedia il comitato tecnico tra Comune e Ministero della cultura per la valorizzazione dell'area archeologica centrale di Roma. Finora, la gestione dell'area comprendente i Fori, il Colosseo, la Domus Aurea e il Palatino era divisa tra Stato e Comune. Ora diventa un unicum con degli obbiettivi condivisi, che sono in primo luogo la lotta al degrado, la conclusione degli interventi di recupero e la migliore fruizione dei monumenti.

(fonte: www.ansa.it)

mercoledì 26 novembre 2008

UNA INCREDIBILE SCOPERTA!!!

E' nel Foro di Cesare ed e' stata scavata nell'argilla (ANSA)-ROMA,19 GEN- Una tomba a incinerazione e' stata trovata nel Foro di Cesare: risale all' XI-X secolo avanti Cristo, prima della fondazione della citta'.La tomba e' stata scavata nell' argilla naturale sottostante la pavimentazione del Foro. E' a forma di pozzo, profonda circa un metro e 70 e del diametro di oltre un metro. Dentro era collocata la teca in pietra a forma di capanna stilizzata che custodiva il corredo: ovvero un'urna cineraria e altri otto vasi di impasto (fatta a mano senza l'uso del tornio).